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sabato 4 aprile 2015

Windows 10: Spartan e Cortana a braccetto verso il futuro

Microsoft sta cambiando molto e molte delle vecchie applicazioni stanno man mano venendo rimpiazzate poco alla volta, siamo partiti dall'UI (interfaccia utente) di Windows, che prima è stata stravolta in Windows 8 per poi essere adattata al meglio lato desktop in Windows 10, mantenendo comunque uno stretto legame con l'interfaccia di Windows Phone.


La medesima cosa sta avvenendo ora (Windows 10 build 10049) con Project Spartan, nome in codice del nuovo Browser che va a sostituire Internet Explorer. A partire dal Kernel fino ad arrivare alle icone ed ai menù questo nuovo strumento per la navigazione online profuma di nuovo.
Tutto il codice non compatibile con gli altri Browsers che era presente in IE è stato rimosso, i menù sono stati completamente riorganizzati in icone che, come in Windows 8 in precedenza, ed in Windows Phone, si aprono di lato e scorrono dall'alto verso il basso, la leggibilità del testo e l'identificazione delle opzioni sono incrementate ed in questo modo c'è più spazio per possibili testi descrittivi per le opzioni.

sabato 29 marzo 2014

Nel giro di 15 anni i robot saranno più intelligenti degli esseri umani

Lo afferma il direttore di Google
ed un gigantesco laboratorio di intelligenza artificiale è già stato pianificato.

Ray Kurzweil, nuovo direttore del reparto ingegneristico di Google, sessantasei anni, imprenditore e futurologo, predisse l'avvento di internet e che un campione mondiale di scacchi un giorno sarebbe stato battuto da un computer, ha oggi affermato che per il 2029 le macchine saranno più intelligenti dei loro creatori, per quella data le macchine supereranno l'intelligenza umana; insomma, nel 2029 i robot saranno in grado di flirtare, scherzare, intrattenere conversazioni ed imparare dalle proprie esperienze. Se Kurzweil ha una data specifica in mente, è chiaro che sa qualcosa che non ci dice; è facile quindi presupporre che nei piani di Google ci sia una data prevista, appunto il 2029 entro la quale gli ingegneri di BigG prevedono il raggiungimento di tale sviluppo, del resto la stessa Google, ad oggi ha speso circa 57 miliardi di dollari assorbendo il top delle aziende mondiali che operano nel campo dell'AI.

Le campagne che si occupano di protezione della privacy hanno attaccato diverse volte Google per l'uso che fa dei dati che raccoglie dagli utenti, ma Kurzweil è arrivato solo nel 2012 e da quel momento ha unicamente operato per migliorare l'AI del motore di ricerca, e renderla in grado di capire cosa stiamo cercando.

In un intervista con l'Observer ha affermato:
"il mio progetto, ricerca le basi del funzionamento della lingua. Quando si scrive un articolo, non si ammassano semplicemente delle parole, si scrive perché si ha qualcosa da dire. Google si è molto impegnato nell'elaborazione dei termini e del loro significato. Vogliamo che in futuro i computer siano in grado di leggere in tutto il web ed ogni pagina di ogni singolo libro per poter avere un'interazione intelligente con gli umani, per essere in grado di rispondere sensatamente alle loro domande."

Google ha assorbito, per quasi due miliardi di dollari, la Nest Labs, che opera nel campo degli allarmi termici, infatti questa azienda ha prodotto un'allarme in grado di avvisare l'utente in caso di un incendio, in quale stanza si trovi e da cosa è stato generato.

Kruzweil è diventato famoso anche per la sua teoria sulla 'singolarità' (Singularity) ovvero il momento in cui l'intelligenza artificiale supererà l'uomo, e nel 2009 fu co-fondatore della Singularity University, in parte fondata anche dalla stessa Google, università non accreditata, che ha come base lo studio di tutte quelle tecnologie ad evoluzione esponenziale.

Le predizioni di Ray Kruzweil sono stranamente simili alla trama del film candidato agli Oscar 2014 Lei (Her), dove un uomo affranto, si innamora del suo computer. Theodore Twombly, interpretato da Joaquin Phoenix, stabilisce una relazione con Samantha, il suo nuovo sistema operativo, che apprende dal comportamento dell'utente ed è in grado di sostenere conversazioni complesse.

sabato 22 marzo 2014

E se a condurre un TED fosse un robot ?


Lo sviluppo dei robot e delle AI (Artificial Intelligence, intelligenza artificiale) corre veloce e dopo le strabilianti capacità di Watson, (AI di IBM) gli organizzatori dei TED sono giunti alla conclusione che è il momento per un nuovo contest.

Si chiama A.I. XPRIZE, ed è stato annunciato recentemente e l'obbiettivo è quello di premiare il team che sarà in grado di portare sul palco un robot capace di sostenere un intera sessione del TED, 15 minuti di parole e contenuti, passando da una slide all'altra, spiegando concetti ed argomentando in modo così fluente da meritarsi una standing ovation.

Il concorso è stato annunciato durante la Conferenza del TED di Vancouver dagli organizzatori Chris Anderson e Peter Diamandis. La maggior parte dei dettagli devono ancora essere approntati ma le AI dovranno stare sul palco, in qualsiasi forma esse siano; in oltre un gruppo di giudici prepareranno almeno un centinaio di soggetti sui quali argomentare i TED. Quindi sarà il pubblico a scegliere quale sarà l'oggetto della discussione o al limite potrebbe essere scelta a caso, questo è un punto ancora in fase di dibattimento.

Le squadre potranno decidere come le loro AI presenzieranno sul palco - potrebbe essere un robot, o una voce registrata.

Dopo la presentazione, il pubblico darà un voto tramite applausi e se sarà appropriato, con una standing ovation.

Quindi l'AI dovrà essere in grado di rispondere ad alcune domande poste da Chris Anderson, l'ospite della conferenza, in fine, un team di esperti darà un'ulteriore voto.

Le regole del TED non sono scritte nel marmo, e quindi è possibile contribuire con consigli e suggerimenti.

L'evento promette bene, speriamo che non siano solamente dei ChatBots con riposte predefinite, ma siano in grado di argomentare con processi di riconoscimento ed analisi semantica basati su problem-solving, insomma qualcosa di simile a Watson di IBM, ma appositamente preparato per un TED Talk.

[fonte io9.com]

giovedì 20 marzo 2014

L'AI di Facebook riconosce le facce come un essere umano



Il sistema DeepFace, elaborato dai ricercatori per Facebook, oggi è in grado di riconoscere un volto indipendentemente dalla luce e dall'angolo, con un'accuratezza del 97.25%, le capacità del nostro cervello arrivano al 97.53%.

DeepFace è stato sviluppato dal gruppo di ricerca per l'intelligenza artificiale di Facebook, presso Menlo Park in California ed è supportata da una ricerca avanzata basata su network neurale. Come forse alcuni già sanno un Network Neurale è un pezzo di software che simula (in maniera approssimativa) il funzionamento della rete neurale del nostro cervello.

Quello che viene compiuto poi è un calcolo dei punti ricorrenti (ad esempio per un volto umano) la posizione delle orecchie, gli occhi, gli zigomi eccetera, tutti questi punti vengono connessi per ricostruire lo schema del volto. Una volta che il processo di apprendimento è completo, ogni immagine che viene immessa nel sistema passa attraverso le sinapsi in modo differente, producendo un impronta unica che verrà confrontata con altre nove generate da altrettanti neuroni. Quello che avverrà poi sarà un confronto dove il numero più alto del medesimo risultato sarà la risposta definitiva fornita dal software.

DeepFace è ancora ad uno stato primordiale, diciamo pure in Alpha, e quindi non è stato ancora applicato al famoso social network, ma quando accadrà, la funzione con il suggerimento delle tag sarà estremamente precisa, possiamo aspettarci un cambiamento delle regole sulla privacy, ed ipotizzo (che a pensare male non si sbaglia mai) che il tag automatico sulle foto sarà applicato per default (impostazione predefinita); Ma teoricamente ci sarebbe dell'altro, il vero potere di questa tecnologia, che sicuramente Facebook prenderà in considerazione, è la possibilità di tracciare il nostro volto partendo dal database di foto da noi caricate e confrontarle con quelle presenti nell'intero web e nella vita reale, attraverso le telecamere mentre ci spostiamo di negozio in negozio, informazioni queste utili per monitorare le preferenze degli utenti e concentrare i banner pubblicitari sulle nostre ultime attività, tutte informazioni che saranno sicuramente remunerative per l'azienda di Zuckerberg.

Certamente pensare che una tecnologia simile possa essere utilizzata semplicemente per taggare persone nelle foto è pura utopia. Cosa Zuckerberg & C. vogliano farne resta un mistero ma le applicazioni sono molteplici, dalla sicurezza, alle applicazioni di casa, "il computer che si sblocca riconoscendo i lineamenti del tuo volto", e come ipotizzato poc'anzi, in campo pubblicitario.

In ogni caso Orwell è sempre più vicino

[fonte ExtremeTech]